venerdì 8 giugno 2007

Non so chi sei!


Una volta che il controllore trova l'abusivo, ha la necessità di identificarlo, deve compilare un verbale con i dati anagrafici per fare in modo che l'abusivo paghi la sanzione, serve un documento!
In genere nessuno fa fatica a darti un documento, sono gli abusivi consapevoli, ma molte volte il documento non c'è e a volte non vuole essere tirato fuori! Ci sono molti modi per arrivare all'identità di una persona, ma questi sono trucchi del mestiere, ormai la tecnologia ha fatto passi da giganti e l'esperienza ti porta ad imparare ogni stratagemma per identificare una persona, ma la cosa più intrigante per un controllore è quando sa che l'abusivo ha un documento in tasca e non lo vuole dare!
E' in quel momento che si vede il vero lavoro del controllore, inizialmente si finge di accettare i dati a voce, si mette l'abusivo nella condizione di relax, ma ogni tanto lo distrai e gli rifai le stesse domande in ordine sparso, i meno esperti si impallano subito, tra i controllori è quasi una gara...."Il tipo è crollato subito, non c'è neanche gusto"...a volte invece si usa la tecnica "Avrà sicuramente qualcosa con il suo nome scritto sopra?" in modo da far aprire il portafoglio e far notare che si vede l'angolino della carta di identità, altri più furbi lo sanno e non tirano fuori il portafoglio, ma se sei maschio, un controllore ti fa il verbale e l'altro, dietro di te, ti fa notare che nella tasca c'è un portafoglio..."Magari li dentro c'è un documento!"...le donne con la borsa sono ancora più semplici, basta vedere il modo con cui aprono la borsa, se si nascondono hanno un vibratore oppure c'è un documento. Poi ci sono gli impassibili, più difficili, ma capisci subito che hanno un documento in tasca, qualcuno si chiederà come fai a saperlo, perchè chi non c'è l'ha veramente si comporta in maniera molto diversa, allora lo prendi per stress, e dopo un po' crolla e ti tira fuori il documento! L'anzianità e l'esperienza di un controllore si vede dal tempo che ci mette a farsi dare un documento, non da quante multe riesce a fare, vedere all'opera un controllore della old school è un piacere, mentre il giovane osserva cercando di imparare l'arte della verifica, a volte la sera, nella tana dei controllori si cantano le gesta di vecchi controllori, ormai in pensione..."E si!!! Quello era un "caso" difficile, ma lui è riuscito ad avere un documento!", poi come sempre se la multa viene pagata o meno non interessa, il bello e riuscire a fare una multa a chi pensava di farla franca, giusto per rendere più divertente la giornata lavorativa ed essere ricordato come una leggenda!

6 commenti:

Actarus ha detto...

Se i controllori sono così bravi a valutare lo stato emotivo delle persone... io e te non dobbiamo mai giocare a poker
;)

Anonimo ha detto...

é vero che i controllori anziani hanno L'ESPERIENZA,cosa importantissima in questo lavoro.
L'unica nota negativa sull'argomento è che il giovane nella sua inesperienza ha voglia di fare e voglia di giustizia,per quanto riguarda il verificatore aziano (almeno a bologna)gli manca quella spinta che il tempo gli ha portato via (a parte alcune piccole eccezzioni, VEDI GATTO ROSSO)

Carlotta ha detto...

complimenti per il blog! l'ho visto qualche giorno fa linkato da poluz e ti ho già aggiunto ai miei preferiti!
grandioso!

[http://fuoripista.wordpress.com]

Anonimo ha detto...

DIARIO DI UNA ABUSIVA OCCASIONALE avevo 16 anni ed ero con un'amica. il biglietto costava un euro e il bello è che lo avevamo comprato, ma non obliterato,così giusto per vedere se ci riuscivamo. il controllore è salito una fermata dopo. abbiamo provato a scendere, ma l'autista ci aveva adocchiate e ha chiuso subito le porte e ha detto al controllore di venire da noi.ci ha detto che doveva farci la multa e ci ha chiesto un documento, ma non lo avevamo(davvero, in realtà non avevo ancora fatto la carta d'identità). ci ha chiesto le generalità, e ci ha detto che avrebbe chiamato i carabinieri per controllare.sarà stato che mentre lo diceva, mi sono accorta che scrutava il mio volto per vedere la reazione, ma non ci ho creduto.gli ho detto il cognome e lo ha capito male, così l'ho corretto, gli ho detto il nome e lo ha capito male...bhè non puoi tentarmi due volte, così ho continuato dando dati falsi,la mia amica ha tenuto il gioco dando come numero civico un 67 farfugliato, per ripeterlo meglio e far vedere che stavamo dicendo la verità.gli ho chiesto se l'avrebbe data a me e mi disse "solo se pagate adesso"..ehm a 16 anni non si va in giro con 50€ in tasca. così ho chiesto se ci fosse un modo per non farla arrivare a casa dopo almeno 10 giorni, perchè eravamo andate a scegliere il regalo per l'anniversario dei miei e non avrei saputo che dire se fosse arrivata prima. dopo un pò lo abbiamo convinto, ci disse che ci avrebbe dato una settimana per andare a pagarla in ufficio, poi l'avrebbe spedita. e ha ripetuto che avrebbe chiamato i carabinieri. siamo rimaste impassibili "ma certo, capiamo che è il suo lavoro". poi è andato dall'autista e lo ha detto anche a lui, ben ad alta voce e mentre lo diceva mi sono accorta che ci guardava dallo specchietto, e ha continuato a farlo per tutto il viaggio. non so perchè, ma più ci guardava, più ci sentivamo sicure e io continuavo a dire che l'importante era che non lo sapessero i miei, per far vedere che era la mia unica preoccupazione. dentro naturalmente stavo morendo e quando non ce l'ho fatta più, ho deciso di togliermi il pensiero, gli ho chiesto se dovevamo aspettare il capolinea o se sarebbe sceso con noi alla nostra fermata. ci disse "scendete e ricordatevi che avete una settimana" mi dispiace per lui che si è fidato, ma più che altro per il postino in cerca di un numero 67 che non esiste su quella via...
se ti consola la punizione l'abbiamo avuta, avendo paura a riprendere l'autobus che dovevamo prendere abitualmente, abbiamo dovuto prendere il treno tutte le volte successive e la stazione era a più di mezz'ora a piedi da dove dovevamo andare.per non parlare della paura per almeno un mese successivo ogni volta che suonava il telefono, visto che il mio cognome era vero

KingFreak ha detto...

I minori non possono pagare, deve per forza andarci un maggiorenne, quindi non puoi pagare subito e non puoi neanche pagare dopo, e prima o poi i genitori lo vengono a sapere!
La cosa importante nel verbale è il nome, il cognome e la data di nascita, poi puoi dichiarare che abiti in Australia ma prima di inviare la multa viene fatto un controllo all'anagrafe e se hai dato i dati falsi "teoricamente" rischi anche una denuncia!
Per il resto con i minori si va con i piedi di piombo, ma è sempre meglio non rischiare la legge prevede che in caso di dubbi sull'identità del minore si possono chiamare i vigili che hanno l'obbligo di consegnarli hai genitori, e secondo me è un rischio troppo grosso, vederti arrivare i vigili sul posto di lavoro o a casa con a bordo i tuoi figli è un po' umiliante!

Anonimo ha detto...

in effetti il controllore fu molto clemente e so benissimo cosa ho rischiato,infatti come ho detto, ho vissuto nel terrore per più di un mese. ma a 16 anni la mia bocca era più veloce del cervello, e davvero non avrei saputo che dire a miei per essere andata fuori,la storia dell'anniversario era una bugia, ma il vero motivo (una questione importante per la mia amica)non potevo dirlo, così ho avuto questa bella idea, di cui non vado certo fiera ma mi è venuto in mente leggendo il post.
comunque sono due anni che lavoro come cameriera e so benissimo cosa significa lavorare a contatto con la gente, anche se io non sono "odiata", avevo letto che cervavi blog di questo genere, questo è il mio http://camerieraincrisi.splinder.com/